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DUOMO
TORRE
SCARAMUCCIA
PALAZZO
ALTAN
CHIESA DELL'
ANNUNCIATA
OSPEDALE
DEI BATTUTI
CHIESA DEI
BATTUTI

Duomo

Venne ricostruito dalle fondamenta nel 1745 per volontà del Patriarca Daniele Delfino in luogo di una precedente chiesa degli inizi del XV secolo. Adiacente svetta il bel campanile del XV secolo di Giovanni da Pordenone. L'edificio, povero nel suo aspetto esterno, si riscatta all'interno, con opere, fra le altre, dell'Amalteo, del Bellunello e del Padovanino. Sopra la porta che dal vano scale dà nel retrocoro da notare un medaglione con busto in bassorilievo raffigurante Anton Lazzaro Moro.

Torre Scaramuccia

La torre di San Nicolò, detta anche della Scaramuccia, risale ai tempi dell'elezione a Patriarca di Aquileia del Vescovo di Como Raimondo della Torre, avvenuta il 30 dicembre 1273 per opera di Papa Gregorio X. L'intervento di restauro, iniziato nei primi mesi del 1986, ha fatto emergere l'impianto più antico di questa costruzione, identificata come una struttura militare del secolo XIII. Durante il restauro sono affiorate, sulla facciata ad est, le fessure per i bolzoni del ponte levatoio e della passerella pedonale. Il restauro fa trasparire l'impianto originario aperto su via Bellunello e chiuso al piano terra da un ampio arco - porta a sesto acuto. All'interno sulla parete a sud è stata rinvenuta una sinopia (cm. 120 x 70 circa) con tre cavalieri ricoperta da un intonaco recente, forse retaggio delle vicine invasioni turche.

Palazzo Altan

E' un complesso edilizio stratificato costituito da un corpo principale quattrocentesco, da un fabbricato ad est di fine ottocento e da un corpo di fabbrica laterale ad ovest, sviluppatosi lungo il perimetro delle mura patriarcali. Il corpo centrale venne edificato nella seconda metà del Quattrocento dalla famiglia Altan, che vi abita fino alla seconda metà del 1500. Gli ultimi proprietari, i conti Rota, subentrarono infine durante il 1700. Ogni piano (tre nell'edificio principale) comprende un ampio salone centrale, con paramenti affrescati, soffitti alla sansovina, stucchi settecenteschi e sontuosi pavimenti alla veneziana. Ora è sede municipale.

Chiesa dell'Annunciata

Situata in borgo Castello, antico nucleo cittadino, è da ritenersi tra i più antichi edifici di culto sanvitesi. Edificata nel XIV secolo, a seguito di recenti lavori di restauro mostra nella navata e nell'abside interessanti affreschi di buona fattura ma di incerta attribuzione. Nella composizione pittorica della facciata spiccano i Santi Cristoforo e Vito.

Ospedale dei Battuti

Il complesso (che unisce ospedale e chiesa) venne eretto nel corso del Trecento e fondato dalla Confraternita dei Battuti. Subisce nel corso dei secoli diverse trasformazioni e destinazioni d'uso, fino alla recentissima ristrutturazione eseguita con perizia e attenzione filologica. L'ospizio, luogo di pubblica assistenza e soccorso per i malati più indigenti e per i pellegrini, è gestito fino al XVII secolo da un custode nominato dalla Confraternita. Cessata l'attività di questa, la gestione viene affidata ai Camerari della parrocchia. All'inizio dell'ottocento si trasforma in una Congregazione di carità sotto la giurisdizione dello Stato centrale. A testimonianza del suo passato restano il suggestivo cortile, il campanile con la campana più antica delle diocesi, la croce processionale d'argento (XVI secolo), gli affreschi (XVI secolo) raffiguranti una crocifissione e un dolce angelo nunziante. Questi ultimi sono ospitati nel museo civico. Appena leggibile una Madonna con angeli indica l'antico portone d'ingresso.

Chiesa dei Battuti

Annessa all'antico ospedale edificata in una sola navata e presenta un bel portale del Pilacorte (1493) dagli stipiti intagliati con motivi floreali e medaglioni in bassorilievo dei Santi protettori Vito e Modesto; nell'abside troviamo il più importante dei cicli di affreschi dell'Amalteo, tanto conosciuto che a trent'anni dall'inizio dei lavori era già lodato dal Vasari: "Dipinse a fresco nella chiesa di S. Maria, la cappella di detta Madonna, con tanta bella maniera e soddisfazione d'ognuno, che ha meritato dal reverendissimo cardinal Marino Grimani patriarca d'Aquileia e signore di San Vito, esser fatto dè nobili di quel luogo...".